
Canzoni alla fine
Італійською мовою
Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).
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Un popolo intero oggetto della forza, spogliato di sé, costretto a non ricono scere più i propri luoghi, la propria vita di prima, come per una continuità infranta per sempre: è ciò che testimonia la poe tessa ucraina Iryna Shuvalova in Canzoni alla fine (traduzione e cura di Alesssan dro Achilli e Yaryna Grusha).
È un libro doloroso, anzi tragico, dove di continuo sembra rivivere l'abisso di Paul Celan [...]. La voce della poesia è quasi ammu tolita: «cosa c'è da dire quando/tutto in torno grida/ le sirene suonano/ il fumo si innalza/ i treni di evacuazione stridu- lano/le bocche storte delle/ finestre rot- te ululano//[...]».
La guerra sembra ri- chiudere ogni spazio. Ma c'è modo di ri- cordare a noi lettori che non siamo al ri- paro, che la guerra, nonostante un nemico interessato alla nostra acquie- scenza, riguarda anche noi: «l'europa ha paura/ l'europa indietreggia// mentre cerca disperata/ di ripulirsi gli schizzi rossi/ dalle sue belle scarpette tutte luci- de».
Se qualcuno è costretto a cantare canzoni della fine, nessuno può essere spettatore innocente.
”
La Lettura del Corriere della Sera
Shuvalova nella sua nota al testo parla dell’eroismo e del coraggio, dell’orrore animalesco, delle battaglie che decidono i destini di intere città e persino Paesi, anche le piccole cose, quelle umane, che continuano a esistere. Raccoglie tutte le sue forze e lotta con le armi che possiede, «convinta che la letteratura ucraina sull’invasione russa, tanto in prosa quanto in poesia, sia una letteratura grande, meritevole di essere letta in diverse lingue, anche quando questa guerra sarà finita da tempo e le ferite che ha causato si saranno risanate».
Come non ammettere che gli ucraini per secoli hanno continuato a scrivere e mantenere in serbo la loro lingua per evitare la cancellazione della propria letteratura, nonostante l’eliminazione sistematica di intellettuali e uomini di cultura da parte dei russi già durante i tempi dei Soviet.
Per la Shuvalova la poesia è l’estremo avamposto della salvezza, della memoria, della storia, la sua esistenza è garanzia d’eternità ed esistenza del popolo ucraino.
”
Francisco Soriano, Retroguardia
Перекладачі: Alessandro Achilli, Yaryna Grusha
Видавець: Interlinea
Кількість сторінок: 152
Мова: Італійська
ISBN: 9788868576905